SUPERNOVA A RIMINI
SUPERNOVA – DAL 30 APRILE AL 4 MAGGIO 2025 A RIMINI.
con: _2alaska, Silvia Calderoni, Mara Oscar Cassiani (MOC), Est Roman Coulon, DOM-, Teodora Grano, Manuela Infante, Marie Losier, Paola Stella Minni / cie Futur Immoral, Francesco Montanari e Francesca Morello | R.Y.F., Mazen Kerbaij e Sharif Sehnaoui, Motus, Filippo Quezel, Despina Sanida Crezia, Schoß Company, Giulia Scotti, VVXXII/MEUKO!MEUKO!/CITYOFBROKENDOLLS

Teatro Galli, Arena Francesca da Rimini, Ala nuova del Museo della Città, ex cinema Astoria, Teatro degli Atti, Casa Madiba – Rimini
Dal 30 aprile al 4 maggio torna a Rimini supernova, la terza edizione della rassegna di arti performative realizzata in collaborazione con l’Associazione Santarcangelo dei Teatri e il Comune di Rimini e con il sostegno della Regione Emilia-Romagna.
Il progetto per le arti performative, a cura di Daniela Nicolò ed Enrico Casagrande (Motus) con Paola Granato, torna a esplorare luoghi espansi ed estremamente significanti nell’immaginario della cittadinanza di Rimini. Quest’anno supernova muove il suo pensiero partendo dall’indagine dell’attualità, del nostro presente socio-politico, della fragilità che ci sommerge e da cui osserviamo panorami strani e inquietanti.
L’edizione 2025 di supernova si fa portavoce di questa prospettiva weird and eerie, cara al filosofo Mark Fisher, (“The weird and the eerie. Lo strano e l’inquietante nel mondo contemporaneo”, Mark Fisher, minimum fax, 2017) per intessere le linee drammaturgiche che tengono insieme tutte le opere, in maniera fluida e cercando una continua commistione fra i linguaggi. A caratterizzare il programma molti debutti e progetti site-specific, immaginati proprio per la terza edizione della rassegna, che getta sale sulle ferite di questo oscuro momento storico. Spettacoli teatrali, workshop, performance, incontri, ma anche momenti conviviali e dj set delle tante artiste ospiti, che abiteranno varie location della città: dallo storico Teatro Galli, all’Arena Francesca da Rimini, all’Ala nuova del Museo della Città – per celebrare il primo Maggio – all’ex-cinema Astoria.
In una città come Rimini, caratterizzata da una forte identità culturale e turistica, la presenza di una rassegna come supernova contribuisce ad aggiungere all’immagine consolidata della città il valore di polo di attrazione per l’arte contemporanea.

“Supernova – dichiarano Daniela Nicolò ed Enrico Casagrande – si è posizionata in breve tempo nel panorama delle rassegne e festival per l’originalità nel coagulare attorno a un’unica drammaturgia una bizzarra molteplicità di gesti artistici, con delle scritture complici. Quest’anno ci affiancano l’amato e compianto Mark Fisher e le “Narrazioni dell’estinzione” di Elvia Wilk (2023) . Siamo partite a immaginare dai classici racconti di Lovecraft, dove “l’altro viene sempre dal Sud. L’altro viene dall’oscurità. Alcuni corpi emarginati sono sempre stati storicamente designati come strani in senso negativo, allineati con il bizzarro, l’anormale, l’esotico” – scrive Wilk – e per scassinare questi stereotipi eurocentrici ed esaltare quanta innata stranezza e bellezza vi sia in ogni costrutto sociale, (e artistico), occorre “dare nuovi nomi a ciò che stiamo vivendo, riconoscere le trasformazioni al momento in cui si verificano” – e non averne paura – aggiungiamo! Se l’indefinibile, il weird, è l’esperienza del cambiamento, dobbiamo documentare il cambiamento mentre si dipana e farlo brillare nelle tenebre, renderlo così abbagliante e fastidioso da ricacciare gli oligarchi guerrafondai al potere nei propri nascondigli anecoici e lì guardarli smaterializzare, sparire. Rovesciare la visione e mettersi dal punto di vista del pipistrello”.
IL PROGRAMMA
A dare il via all’edizione 2025 di supernova il 30 aprile al Teatro Galli è la prima europea di “Vampyr” della regista cilena Manuela Infante. Il vampiro è un’allegoria dell’idea di un mondo del lavoro votato allo sfruttamento, che costringe chi fa parte del sistema a “succhiare” energia e tempo per sopravvivere: un’opera che risuona fin troppo con l’avvento della nuova e oscena “era trumpiana”, che pare materializzare le visioni apocalittiche del cinema horror e della letteratura distopica. “Vampyr”, infatti, si appropria del mito del vampiro per proporre una mitologia immaginata: quella di un vampiro sudamericano, una creatura testarda che cambia forma e che si rifiuta di obbedire al mandato della divisione natura/cultura. L’opera stabilisce un dialogo critico e ironico tra l’immaginario del vampiro europeo e la realtà del pipistrello ematofago cileno, una specie che muore in gran numero a causa delle turbine eoliche, ponendosi anche in una prospettiva critica sul neocolonialismo verde.
Est Roman Coulon con “À la Recherche du temps perdu”, il 30 aprile e il 2 maggio nell’Area Archeologica del Teatro Galli e il 1 maggio nell’Ala Nuova del Museo della Città, presenta una performance per una persona alla volta, in cui riflette sul tempo attraverso la pratica di copiare a mano il celebre romanzo in sette volumi di Marcel Proust, un gesto intimo e ripetitivo, che diventa un oggetto custode della memoria dei luoghi dove prende forma giorno dopo giorno.
Tornano in Italia in occasione di supernova Paola Stella Minni / cie Futur Immoral, duo italo-greco composto da Paola Stella Minni e Konstantinos Rizos, che portano al Teatro Galli l’evento speciale “Mords Tojours!”, performance satellite di una più ampia ricerca sulla figura del veggente nella tragedia greca caratterizzata dal loro stile coreografico collettivo che fonde linguaggi e segni, mettendo in discussione i confini della coreografia.
Ancora il 30 aprile presso l’Arena Francesca da Rimini nell’ambito del progetto Arte da Parte, 40 studenti e studentesse del Liceo Classico Giulio Cesare di Rimini, guidate da Francesco Montanari e Francesca Morello | R.Y.F., presentano in open air una rilettura de “Le Troiane” dal titolo “È stato ieri. Questo è ciò che chiamate vincere la guerra?” un lavoro che è frutto di un percorso intrapreso tra le parole e le vicende delle donne di Troia, innescando una riflessione critica su tutte le guerre, di ieri e di oggi.
Il primo maggio supernova si sposta nell’Ala Nuova del Museo della Città, dove sarà visitabile anche “Future in the past” la mostra sui 35 anni dell’Archivio Motus, introdotta da una performance di Silvia Calderoni accompagnata da ospiti a sorpresa. L’artista, che collabora con Motus dal 2006, abiterà lo spazio espositivo inscenando un reading “dadaista e furioso”, dalla drammaturgia caleidoscopica: un viaggio nel tempo e nello spazio, tramite il reenactment di frammenti dai tanti copioni e quaderni di regia esposti, come se scivolasse sui suoi pattini a rotelle o fosse alla guida dell’auto di Pasolini, esposta nel giardino del museo.
La serata prosegue con Mara Oscar Cassiani (MOC) e una sua lettura performativa dei tarocchi digitali dal titolo “Tarocchi degli Algoritmi”. Cassiani propone questo momento come un rito e un’esperienza collettiva che fonde i regni digitali e fisici, esplorando il modo in cui gli algoritmi solitamente utilizzati per dare forma ai contenuti e alle interazioni online, possano essere riutilizzati come momenti rituali per creare spazi di riflessione e connessione condivisi.
supernova presenta in prima nazionale “Down to Under” opera di Despina Sanida Crezia che abita gli spazi del Museo e indaga le coreopolitiche nello spazio urbano. I corpi sulla scena mettono in atto fisicità e gesti che appaiono nelle sottoculture musicali underground urbane, come hip-hop/rap, emo, noise, hardcore e punk, esplorando forme di disobbedienza sociale attraverso il movimento e il suono. Queste figure fastidiose, cariche degli effetti dell’ingiustizia sociale e della lotta, si appropriano in modo proattivo e giocoso dello spazio urbano ed espongono la loro confusione, frustrazione e rabbia, mentre permettono al loro sforzo fisico di trasformarsi in vulnerabilità, tenerezza e intimità.
Prima volta in Europa per la performance “REVELATIONS OF DIVINE LOVE” realizzata per gli spazi dell’Ala Nuova del Museo della Città dal collettivo italo-giappo-taiwanese VVXXII/MEUKO!MEUKO!/CITYOFBROKENDOLLS che esplora la sottocultura giapponese, il LLARP, il BDSM, e l’immagine della donna in Asia, prendendo come punto di riferimento Elvia Wilk nel suo “Death by landscape”, Laura Tripaldi sull’intelligenza dei materiali e Ilya Prigogine sui processi irreversibili. Ispirato al rapimento mistico, al mimetismo animale, al transumanesimo, alla struttura dissipativa, all’auto organizzazione, “REVELATIONS OF DIVINE LOVE” è il processo di entrare e uscire da un’icona, nascere e morire da e in uno spazio, prestare servizio a un progetto inumano sconosciuto per il quale l’umano è al contempo il centro e il materiale per un nuovo paradigma teleonomico.
La serata del primo maggio si chiude con “Multitudo” di _2alaska, progetto performativo di Klaus Miser e Samantha Cavicchi, un lavoro al confine tra reading e performance musicale che pone al centro la paura, il terrore della malattia, la vulnerabilità più nuda che abita le nostre esistenze.
A guidare questa giornata è il tema della festa e del convivio, con altre figure fantasmagoriche che abiteranno le tante finestre del museo.
Il 2 maggio al Teatro degli Atti, Filippo Quezel presenta in prima nazionale “Tirannosauro”: una prospettiva sul suo racconto familiare, fatto di legami con la tossicodipendenza e attraversato da una serie di lettere. Le parole scritte dal padre tossicodipendente, ospite della comunità di San Patrignano, a suo figlio adolescente formano un fossile gigante, con cui giocare e avere la possibilità di riscrivere quei fogli perduti per completare un dialogo analogico in via d’estinzione.
Al Teatro Galli invece Giulia Scotti con “Quello che non c’è” ricerca il non detto, le storie non raccontate all’interno del suo nucleo familiare, i ricordi personali e la potenza della scoperta.
Chiude la serata la piattaforma svizzero/franco/italiana per la ricerca teatrale Schoß Company con “Personne ne ramasse ma langue”, un’incantazione a due voci in cui i corpi delle performer, Chloé Bieri e Lisa Tatin, diventano manifesto vivente di una poesia incarnata. Muovendosi tra il pubblico, i corpi e le voci si affermano come spazio di resistenza, spezzando i perimetri prestabiliti e invitando a una profonda riflessione sulle oppressioni sistemiche. Uno spettacolo-concerto a due voci attraverso testi di autrici quali Lisette Lombé, Laura Vazquez, Stéphanie Vovor, Cécile Coulon e Kae Tempest.
Per fare un affondo sulla prospettiva weird and eerie, tematica curatoriale e punto di partenza di questa edizione di supernova, il 3 maggio, nello scenario speciale dell’ex-cinema Astoria la giornata si apre con il talk: “Scream, Dream, Perform: prospettive horror, spettri e mutamenti per uno sguardo sul teatro e sul cinema contemporaneo”, che vede in dialogo Lucrezia Ercolani (giornalista professionista al quotidiano “il manifesto”), Fulvio Baglivi (autore di Fuori Orario Rai3), la Direzione artistica di Supernova, e artiste ospiti a Supernova. La giornata continua poi con Teodora Grano, autrice, performer, ricercatrice, che presenta una lecture performance dal titolo “Grindhouse” che attraversa il cinema horror contemporaneo in una prospettiva di genere. La performance teorizza come l’horror reagisce sempre al presente, alle sue paure, alla sua morale, alla sua politica e, attraverso rigenerazione e tradimento della forma, esprime la sua forza vitale: la sua capacità di esprimere una negatività non addomesticata.
In questo ambito dedicato alle atmosfere più oscure, debutta il nuovo progetto “Darkness Pic-nic” del collettivo DOM- nato dalla collaborazione tra Leonardo Delogu e Valerio Sirna. Intrecciando la ricerca intorno al gesto del camminare e del nomadismo con il tema dell’abitare leggero dello spazio pubblico, in quest’opera all’aperto DOM- invita il pubblico a un esercizio collettivo di riposo e sospensione: un pic-nic sul ciglio della notte, un bivacco temporaneo per racconti notturni.
Marie Losier, regista dallo stile inconfondibile, presenta “Peaches goes bananas” un nuovo documentario che racconta l’artista canadese Peaches. Già presentato alle Giornate degli Autori di Venezia e Filmmaker di Milano, il film rappresenta un’occasione unica per il pubblico di supernova di immergersi nel mondo queer e punk di Peaches, esplorando la sua arte attraverso lo sguardo intimo e affettuoso di Losier, che l’ha seguita per ben 17 anni. La giornata è anche occasione per la presentazione di “Shoot & Smile”, film girato durante la presenza della regista a Santarcangelo durante l’edizione 2021 FUTURO FANTASTICO.
Nuovo appuntamento con Mara Oscar Cassiani (MOC) per “Creepy pasta e internet legends della buonanotte” una performance collettiva in prima nazionale e site specific per l’ex cinema Astoria, che restituisce gli esiti del workshop “Creepypasta” con protagoniste un gruppo di “azdore” romagnole: le matriarche, custodi della tradizione, che narrano storie della buonanotte. Ma questa volta, il folklore orale si mescola all’eco digitale delle creepypasta, le favole contemporanee nate dalle tastiere e diffuse nei meandri di Internet.
Per l’ultima giornata, domenica 4 maggio, supernova torna al Teatro Galli, e offre al pubblico l’occasione per assistere alla più recente creazione di Motus, “Daemon”, un evento site-specific, con Mary Shelley/Alexia Sarantopoulou e la creatura/Enrico Casagrande, – preludio al secondo movimento (filmico) “Frankenstein (a history of hate)” che debutterà nell’autunno 2025 – sul “divenir cattivo” della creatura: su come un essere senza identità, solo come un cervo e inseguito, fa mondo a sé e si ribella.
Sull’onda dell’indignazione verso tutti i conflitti supernova accoglie l’artista-musicista e attivista libanese Mazen Kerbaij e il musicista Sharif Sehnaoui, che chiudono la terza edizione della rassegna con due appuntamenti. Al Teatro Galli con “Wormholes”, Kerbaij disegna dal vivo, proiettando il suo processo pittorico su uno schermo. Su un pannello di vetro illuminato e preparato, l’artista disegna utilizzando una vasta gamma di inchiostri, acqua, solventi, pennelli, spugne, tergicristalli e vari oggetti non identificati. I suoi movimenti si trasformano in texture e figure che si modificano costantemente, vengono dipinte sopra, riappaiono e scompaiono, proprio come i suoni emessi dalla chitarra di Sharif Sehnaoui. Nulla è permanente o fisso; sia gli elementi sonori che visivi vengono creati in tempo reale e scompaiono per sempre con la fine della performance.
Domenica 4 maggio alle 12, in collaborazione con il collettivo “Rimini con Gaza”, Mazen Kerbaij, presenta il suo ultimo libro “Gaza in my phone” nel foyer del Teatro Galli.
Supernova closing party, a Casa Madiba, chiuderà in bellezza la terza edizione del festival con dj e artiste a sorpresa.
Progetto per le arti performative
a Rimini
a cura di Motus
con la collaborazione di Santarcangelo dei Teatri
e Comune di Rimini
con il sostegno della Regione Emilia-Romagna
Partner istituzionale CNA Rimini
Partner Trenitalia Tper
In collaborazione con ATER Fondazione, E’BAL – Palcoscenici per la danza contemporanea, Ritorno all’Astoria, Liceo G. Cesare – M. Valmigli, Casa Madiba Network, Rimini con Gaza, Libreria The Book Room e Bellaria Film Festival
con il mecenatismo di Romagna Acque – Società delle Fonti S.p.A
25/03/2025 16:50:46 Nota stampa “ucstudio”